Il Museo Storico dell'Arma di Cavalleria
di Pinerolo
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SCALONE D'ONORE

Prima di imboccare lo scalone d'onore, sulla destra il bozzetto, in gesso, della Quadriga della Vittoria Alata (opera dello scultore Luigi Calderini). Lungo tutto lo scalone d’onore, sono esposti i trentuno Stendardi colonnello, della Scuola e dei trenta reggimenti dell’Arma esistenti nel 1915 (anche se le circolari ufficiali prevedevano l’utilizzo di tale distintivo di comando per i soli reggimenti sabaudi pre-unificazione). L’Arma di Cavalleria, ma non solo essa, custodiva, oltre alla Bandiera Nazionale chiamata Stendardo, lo Stendardo colonnello, chiamato così perchè seguiva il Colonnello Comandante del reggimento in ciascun suo movimento istituzionale. Sotto ciascun Stendardo colonnello, una scheda riepilogativa riportante lo stemma araldico, il nome del reggimento, il motto, le denominazioni assunte negli anni, le campagne di guerra e i fatti d’arme, le ricompense allo Stendardo, la data della festa reggimentale, i colori del bavero, del paramano, della banda dei pantaloni da Ufficiale ed il fregio. Nel primo pianerottolo è conservato il bronzo del monumento al Cavaliere d’Italia (opera del Canonica), che si trova in Piazza Castello a Torino, donato dalla Città di Pinerolo nel primo centenario della Scuola di Cavalleria nel 1923. Ai lati fotografie di cavalieri celebri, nazionali ed esteri, impegnati in arditi esercizi equestri.
Nel secondo pianerottolo, da sinistra a destra, la copia del Regio Viglietto con il quale il Re Carlo Felice creò a Venaria Reale la Regia Scuola Militare di Equitazione, e lo stemma araldico della Città, caricato della corona reale per antico privilegio, ancora oggi. Al centro due lapidi ove sono incisi i nomi dei 39 Comandanti della Scuola, dal Generale Pietro Saibante di Sant’Umberto, primo Comandante, al Generale Guglielmo Barbò, che vide lo scioglimento della Scuola. Il  penultimo Comandante: il Generale Raffaele Cadorna, che fu successivamente Comandante Militare Altitalia del Corpo Italiano Volontari della Libertà, Capo di Stato Maggiore dell'Esercito e Senatore della Repubblica. Al centro, in un bassorilievo opera del Bistolfi, il volto del Capitano Federigo Caprilli, ideatore del moderno modo di montare a cavallo. A destra lo stemma della città di Pinerolo e lo stemma della Scuola di Cavalleria con il suo motto “Non Ristare”.

 

                  

                  

 

 

 

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