Il Museo Storico dell'Arma di Cavalleria
di Pinerolo
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SALA CAPITANO FEDERIGO CAPRILLI

La sala è dedicata al Capitano Federigo Caprilli e agli Ufficiali nazionali. Il Capitano Caprilli è una figura estremamente importante nell’ambito equestre, essendo l’ideatore del moderno modo di montare a cavallo. Egli, contraddicendo l’equitazione ufficiale, intuì che non era il cavallo a doversi adattare al cavaliere, ma viceversa era il cavaliere che, lasciando l’animale nel proprio equilibrio si doveva adattare ad esso. Con le sue intuizioni, il Capitano Caprilli provoca nelle Armi di Cavalleria Italiana e Straniere, un cataclisma causato dall’improvvisa vetustà delle circolari che, in ciascun Esercito, disciplinavano l’impiego delle Armi a cavallo. Prima di Caprilli si montava a cavallo in modo assolutamente innaturale (vecchio sistema): il cavaliere schiacciava il cavallo sulle reni e lo tirava in bocca, notoriamente le parti più delicate del cavallo. Il Cavalier Cesare Paderni, che insegnò alla Scuola di Cavalleria per circa 25 anni e fu istruttore dello stesso Caprilli, nelle sue memorie, scriveva che una elevazione di 80 centimetri già costituiva un salto estremamente difficoltoso. Caprilli, con il suo nuovo metodo, a Torino nel 1902 supera addirittura, fuori concorso e per scommessa, 2 metri e 08 ed in estensione, in concorso, 6 metri e 50: questo salto sarà superato solo 50 anni più tardi. Nello stesso anno 1902, il Generale Luigi Berta, Comandante della Scuola, convoca Caprilli quale istruttore a Pinerolo. In questo Istituto viene iniziato l’insegnamento del nuovo metodo, che consiste nel rispetto dell’animale: in sintesi il cavallo viene lasciato nel proprio equilibrio ed il cavaliere, rispettandone le reni e la bocca, cerca di sovrapporre il proprio baricentro a quello del cavallo. Il metodo naturale di montare a cavallo ha enorme successo e qui a Pinerolo, diventata capitale mondiale dell’equitazione, si presentarono gli Ufficiali di ben 33 Nazioni, per seguirne i corsi. Il Capitano Caprilli muore per una caduta da cavallo non ancora quarantenne ed in una teca in questa sala sono conservati i suoi rari cimeli. Il Capitano Caprilli, il giorno 5 dicembre 1907, si recò a Torino. Nelle scuderie del Cavalier Enea Gallina scelse per una passeggiata un morello. Uscito da pochi minuti, fu visto dallo stesso Gallina accasciarsi e cadere a terra. Prontamente soccorso, rimase privo di conoscenza l’intera notte spirando all’alba del giorno 6, all’età di 39 anni, essendo nato a Livorno l’8 aprile 1868. Nel testamento chiese che il suo corpo fosse cremato, decisione allora non consentita dalla Chiesa. Per questo motivo le sue ceneri furono sepolte all’esterno della cripta dei Conti Cacherano di Bricherasio, nel Castello di Fubine, in provincia di Alessandria, di proprietà del Conte Emanuele, suo amico e compagno di corso di Scuola Militare, deceduto qualche anno prima. Quando, dopo il Concilio Vaticano II, la Chiesa consentì la cremazione, l’urna contenente le ceneri del Maestro fu riesumata e trasferita all’interno della cripta. Oggi, al Museo, sono conservate le maniglie dell’urna. Due anni dopo la morte del Maestro, uno degli allievi prediletti di Caprilli, il Tenente Ruggero Ubertalli che, sul cavallo Vissuto nel 1909 qui a Pinerolo, salta addirittura 2 metri e 20, 1° record mondiale in elevazione. Nel 1938 il Capitano Antonio Gutierrez, supera, a Piazza di Siena, 2 metri e 44. L’attuale record di elevazione appartiene al Capitano cileno Alberto Larraguibel Morales che nel 1949, sul cavallo Huaso, superò 2 metri e 47. Quello di estensione, è appartenuto fino al 1975 al Colonnello spagnolo Fernando Lopez Del Hierro che sul cavallo Amado Mio, a Barcellona, nel 1951, superò 8 metri e 30. Dal 25 aprile 1975 il record appartiene al Tenente venezuelano Andrés Ferreira che sul cavallo Something, a Johannesburg, ha superato 8 metri e 40. In questa sala, inoltre, sono conservate le uniformi della Scuola Militare Nunziatella e dell’Accademia Militare antiche e moderne e quelle di Allievo Maresciallo della Scuola Sottufficiali. Sono esposte, altresì, le due spade che furono impiegate, il 15 agosto 1897, nel duello tra il Principe Vittorio Emanuele di Savoia-Aosta Conte di Torino e il Principe Enrico d’Orleans, dopo che quest’ultimo, per i fatti di Adua, aveva accusato gli Italiani di viltà,  il duello fu vinto dal Conte di Torino.

Capitano Federigo Caprilli
Panoramica Sala Caprilli

 

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