Il Museo Storico dell'Arma di Cavalleria
di Pinerolo
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LA CAPPELLA DI SAN GIORGIO

Il Museo è dotato di una Cappella benedetta, ove è possibile celebrare tutte le funzioni sacre. Essa è dedicata a San Giorgio. (nel 1937 con Decreto della Sacra Congregazione dei Riti, San Giorgio, è stato proclamato “Protettore dei Cavalieri d’Italia”. Con successivo “Breve” di Papa Pio XII, nel 1956 fu proclamato “Patrono Celeste della Cavalleria Italiana”). Molto bella la Pala dell’Altare raffigurante San Giorgio, opera del Baretta, pittore originario di Vigone, cittadina nei pressi Pinerolo; l’olio su tavola, raffigurante l’investitura del Cavaliere, opera del Munciguerra, che orna l’Altare; la scultura, raffigurante San Michele Arcangelo, anticamente “Patrono Celeste della Cavalleria”, oggi Patrono dell'Arma delle Trasmissioni, dei Paracadutisti e della Polizia di Stato. In una vetrina a destra dell'Altare, sono conservati numerosi cimeli interessanti: tre pianete, dono del Re Carlo Alberto al suo elemosiniere di Corte, l’Abate Francesco Cacherano di Bricherasio; la pianeta violacea, già appartenuta a Monsignor Angelo Bartolomasi, primo Ordinario Militare per l’Italia e nel 1929 Vescovo di Pinerolo. Egli fu il fondatore del Corpo dei Cappellani Militari. In una vetrina a sinistra dell'Altare, sono conservati: le ampolle contenenti la sabbia di El Alamein, la terra del cimitero di Iussowo e la sabbia della Terra Santa; il Reliquiario in rame sbalzato ed argentato con frammento "Ex ossibus" di San Giorgio. Tra le due grandi vetrate Cattedrale di fattura moderna ove sono rappresentati i due momenti salienti dell'investitura del Cavaliere Medievale: la palmata e l'addobbo degli speroni, l’Altare, dono del Generale Domenico Corcione, già Comandante della Regione Militare Nord-Ovest, opera del maestro fiorentino Martellucci, reca al centro lo Stemma araldico del Museo. Sulle pareti, la Via Crucis, realizzata dai maestri del mosaico della Scuola di Montepulciano, donata dalla famiglia Prever di Pinerolo, oggi estinta.

 


Altare

Investitura del Cavaliere

 


La visita alla Cappella di San Giorgio si conclude davanti ad un grande pannello che riproduce il noto quadro del pittore Porcheddu «Il Cavaliere Ignoto», ispirato dall'interrogativo: «CHI ERA QUEL CAVALIERE IGNOTO ?» e dall'affermazione: «ERA LA RAFFIGURAZIONE IGNOTA E GLORIOSA DEL LIMITE UMANAMENTE INSUPERABILE DELL'AZIONE DI UN'ARMA», parole pronunciate dal Maresciallo Giardino e suggeritegli dal lontano ricordo di una visione tragica ed eroica che gli si era parata dinanzi mentre ispezionava le linee nei pressi di Gorizia.

 




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